I Canti dell’Ontano

I canti dell’Ontano (2014) – 12 tracce – 54 minuti – Blue Bell produzioni – Monopattino recording studios

1) Goofus Bird, 2) Fortuna e la pioggia, 3) L'occhio del drago, 4) Mistral, 5) L'istinto, 6) Duramen, 7) Notturno, 8) Marilù, 8) Serenata per Kenny, 9) I bambini perbene, 10) Champs Élysées, 11) Umor Vitreo.

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Imponente ciclo di canzoni - primo nelle intenzioni di una trilogia - potenziato da tecniche d’avanguardia rifinite ed esose da rendere obsolete le più avanzate tecniche dei passati cantautori. E’ in effetti la produzione la vera protagonista, più che le parole liriche e l’umore talvolta lezioso, in una compenetrazione, un’identità forte, e visionaria, tra compositore, musicista e produttore. Non ci sono solo suoni naturali ma anche effetti sonori, colpi di scena, deragliamenti, controcanti alieni. Miriadi di dettagli, l’ascolto in cuffia è perciò il migliore, e di strumenti: quindici solo per il solo autore, più una ventina di strumentisti e ben due cori. 

Michele Saran, Ondarock

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Gerardo Attanasio è il segreto meglio custodito del cantautorato italiano. E “Canti dell’Ontano”,  suo secondo lavoro, il disco italiano dell’anno. Esagerazioni?  Tutt’altro, visto e considerato che su questi solchi ritorno ormai da  mesi ed ogni volta la sensazione è sempre la stessa: quella di avere a  che fare con un’ispirazione sopraffina e un talento cristallino.

Francesco Nunziata, Ondarock

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Si può, più che scrivere una canzone, dare luogo ad un intero disco concepito sotto forma di dipinto dalle mille facce, come un albero i cui rami, le cui foglie, le cui radici racchiudono altrettante storie, in una dimensione parallela dove la fantasia entra in sintonia con la realtà? Quesito vitale, che nella persona di Gerardo Attanasio pare possa arrivare eccome ad un simile fine, soprattutto quando il proprio obiettivo non è quello di accontentarsi di stilemi già adoperati più e più volte. Alla base di un album come questo I canti dell’Ontano c’è una fucina di storie raccontate tanto da un figlio del mondo quanto da creature dell’immaginario comune, secondo un songwriting inusuale, che guarda alla tradizione d’autore come al suo futuro: a contornare la voce di Attanasio sono influenze che passano da un continente all’altro Non per sminuire la scrittura (bellissima Champs Elysées), ma il pregio principale de I Canti dell’Ontano ci sembrano essere l’opulenza strumentale e la produzione minuziosa. I brani sono arricchiti da un’infinità di dettagli sonori.

Jessica Dainese, Il Manifesto

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Un lavoro che mostra maturità e maggiore consapevolezza. Grande differenza da “Vivere lento” che pure presenta tracce forti come “La rivoluzione” e la poetica “La petite promenade du poete”. Tracce che si inseriscono ancora nella sua ricerca di suoni e motivi, con disparate sperimentazioni. Giunte ad un buon punto ne “I canti dell’Ontano”

Vincenzo Prefetti, Il desk

CREDITS DISCO

Gli arrangiamenti e le manipolazioni del suono ricercati, utilizzando lo studio di registrazione come uno strumento, evocano l’ordine apparentemente irrazionale di un bosco. in esso sono declinati diversi tipi di distanze: un bosco lontano, al riparo dalle voci del mondo, in cui ritrovare la propria autenticità; un giardino di psiche, di keatsiana memoria, in cui perdersi per ritrovarsi.
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Tutte le canzoni sono scritte da Gerardo Attanasio, eccetto: goofus bird e marilù la cui musica è stata scritta insieme a Corrado Tortoriello, Serenata per Kenny il cui testo e la cui musica sono stati scritti insieme a Lucio Masiello. il testo de l’istinto nasce riadattando la poesia omonima di Cesare Pavese contenuta nella raccolta lavorare stanca pubblicata da Giulio Einaudi editore. si ringraziano l’editore e le eredi del poeta per la gentile concessione. Notturno prende spunto da una celebre lirica di Alcmane.

Arrangiato da Gerardo Attanasio col prezioso contributo di ogni musicista intervenuto.

Prodotto da Gerardo Attanasio e Peppe De Angelis.

Registrato e mixato da Peppe De Angelis e Gerardo Attanasio presso il Blue Bell recording studio, Castellammare di Stabia (Na) e il Monopattino recording studio, Sorrento (Na).
Masterizzato da Antonio Ruggiero presso l’Absolute mastering.

Marilù è stata registrata in presa diretta presso la Phonotype, storico studio napoletano da Peppe De Angelis e Gianni Ruggiero. Serenata per Kenny è stata registrata in presa diretta presso il Monopattino recording studio da Peppe De Angelis.

Artwork: Andrea Iozzino – contributo ispirazione: Sergio Milano

TESTI E CREDITS

Gufus bird

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, synths, percussioni addizionali, sampling, main e backing vocals; Alessandro de Vitti: batteria; Fulvio di Nocera: basso; Gerardo Oliva: cornamusa elettrica; Valentina Brino: backing vocals; Roberto Pappalardo: intrepido domatore di papagalli.

Finì a rovescio e ricominciò.
Guizzò all’indietro e diventò
Odor di vento, di tanto volo
Le piume tese a un ritmo solo.
Il nastro argento del reverse
A riportare cose perse…

C’era mistero, c’era una lama
Che sorvolavo senza trama,
Sul mare crespo fiocchi di spuma
E una promessa oltre le brume.
Per somigliarsi quanta strada
e buio al fondo della prova..

E ieri è adesso, domani andato:
Volò all’incanto del passato.
Le notti amiche con code lunghe
Pezzi di nuvole fra le unghie
Il foglio bianco dell’aurora
A un fremito contrario d’ali…

E adesso volo solo e non mi chiedo
A quale ramo arriverò…

C’era una volta, ora non più
Un ramo, un nido a testa in giù,
L’orchestra in aria, la luna bionda,
Cerchi di cielo che non torna.
Indietro tutta avanti a me.
Quanti respiri in fondo a pagine,
Pagine e ruggine…

E adesso volo solo e non mi chiedo
A quale ramo arriverò,
Le spalle al giorno nuovo e un becco duro
Per tornare dove andrò.

Fortuna e la pioggia

Gerardo Attanasio: voce, chitarra lead, pianoforte, synths, main e backing vocals; Peppe De Angelis: chitarra elettrica; Marco Sorrentino: batteria; Daniele Esposito: basso.

A guardar bene dentro ad ogni cuore
C'è sempre un frutto di stagione
Da mordere finché c'è tempo
O restano i segni di quello che si è perso.

E' corsa cieca, strepitoso avvio,
Un polline che neanche dio...
E mondo in fondo ai lividi,
Nei giorni a venire
Amore, amore e brividi.
Sapore di collina, dolce mare:
L'estate che si fa sperare
In fondo ad un ingorgo pregno
Di nuvole e pioggia
Nel cielo ancora gelido.

Fortuna prende senza rimandare,
Nessuna voglia d'aspettare:
La vuoi di più più? La vinci tu,
Sorride alla vita infinita della gioventù.

E labbra rosse
Prese coi baci,
Mani che audaci
Portano via.
La furia incendia
La mia fantasia,
Il filo rosso
Di qualche allegria,
Domani è tardi
Ma adesso sei mia.

L'Occhio del drago

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, synths, sampling, main e backing vocals; Massimo De vita; sitar, kalimba, clarinetto ungherese, Valentina Bruno: risa.

Uccidi chi passa,
Ti costerà il nome
E uno sghembo piegarsi,
Rocce sulla fronte.

Cambia corrente
Per acque diafane.
Silenzioso duello,
Luce che scorre.

Di cera di piume,
Dov’è un tempio che svetta
Una gloria ti aspetta…

Di cera di piume,
Dov’è un tempio che svetta
La tua gloria ti aspetta…

Mistral

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, chitarra lead, pianoforte, synth, sampling, main e backing vocals, bouzimer; Peppe De Angelis: chitarra elettrica; Marco Sorrentino: batteria, percussioni addizionali; Massimo De Vita: harmonium, Fulvio di Nocera: basso; Francesco Cascone: chitarra elettrica; Valentina Bruno: backing vocals; Tamburini storici Borgo Ardinghi, Angri (Sa); Coro del Mistral (Valentina Bruno, Laura Paolillo, Audrey Rose Fastuca, Stefania Aprea, Adelaide Vitelli, Virginia Napoli, Lidya Cascone, Colomba Schettino, Francesco Cascone, Domenico Attanasio, Rocco Paolillo, Stefano di Martino, Peppe Cerrato, Peppe De Angelis.)

Non so cosa sia un attimo di calma,
Oggi mare gonfio e una spuma che scoppia
Contro le banchine dove dorme il sole,
Oltre il faro a guardia un riparo migliore…

Oltre queste palme e tutti i chiavistelli
Per aprire porte di giorni ribelli,
Oltre le radici che scavano a fondo
Le tue foglie nuove nel cielo rotondo.

Sciogli la tua mano, segui quella vela:
Viaggerà sospesa su un mare di cera
Dove anche l’azzurro si fa più feroce,
Sfumerà in un gorgo di lampi di luce.

Spade e altri trofei appesi alla parete
Entra in quei discorsi che mettono sete
Dove muore il tempo e l’anima risponde,
Porti la tua lancia a morire fra le onde

E la Primavera, umida d’amore,
Spruzza buganville di rosso irreale,
Squillano narcisi come lampadine,
Salutano l’infanzia bambini e bambine.

Venti dal tramonto giù dai Pirenei
In rapida discesa sopra i fatti miei,
Lungo l’orlo d’ambra della mia bevuta,
Sopra questa bocca che bacia e saluta.

Sfilano passanti sopra il lungomare,
Tonfa il sorcio bigio e riprende a scappare.
Ruggine di tubi e alberghi disperati
A ospitare braci di muti peccati.

Dove va la sera, carica d’attese,
Sciolta in una calma di luci sospese?
L’orizzonte terso che ti si fa tana,
Equilibri fieri sul filo di lama…

Riempi questa tela, portami lontano
Fà che la mia corsa non sia corsa invano.

L'istinto

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, chitarra lead, synth, basso, sampling, mani e backing vocals, archi e fiati sintetizzati; Peppe De Angelis: flauto, backing vocals; Alessandro De Vitti: batteria; Massimo De Vita: ukulele; Antonio Ostuni: chitarra elettrica lead; Il coro dei “cani” de L’istinto è composto da: Gerardo Attanasio, Peppe De Angelis, Stefano Cormino, Daniele Esposito, Alessandro De Vitti, Francesco Cascone, Vincenzo Esposito.

Un vecchio ruvido e deluso
Sorprende oltre il proprio muso
Due cani sfogare il loro istinto
In un tiepido tramonto.

Le mani un nido d’avventure,
Al vento i sogni e le paure
E i denti son tasti intermittenti
D’un pianoforte a coda.

Ribolle la sua gola dura,
E' un’uggia, un gorgoglio di moka:
Impreca, sputacchia sulle aiuole
Ed il sole se ne frega.

Sorrisi e lacrime dolcissime
Nel carosello della vita che va,
Fra lumi a dondolo di lucciole
Una mano sicura scivolava fin là.

E lei l’istinto ce l’aveva,
Ma con ritegno lo affrancava
All’ombra di spume di noccioli,
Alla luce diradata.

E quando soli fra la gente
Bastò uno sguardo trasparente
Fu chiaro che dovevano aversi
Ed il resto era già niente.

Si mettevano a letto,
Era bello l’istinto:
Quel che piace del cane
E' la gran libertà.
Da mattina alla sera
Gironzola in strada
Un po’ mangia, un po’ dorme,
Un po’ monta le cagne.

Era come in un letto,
Se tornassero gli anni
Lo vorrebbe far sempre
In un campo di grano,
Non sa più con che cagna,
Non ricorda la storia
Ma il sudore e la voglia
Di non smettere mai,

Di non smettere mai,
Di non smettere mai,
Di non smettere mai…

Duramen

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, pianoforte, synth, basso, percussioni addizionali, sampling, main e backing vocals, archi e fiati sintetizzati; Alessandro De Vitti: piano clusters; Marco Sorrentino: batteria; Francesco Cascone: chitarra elettrica; Marzia Longobardi: campionamento voce.

In centro domina e resiste
Il trucco del destino,
Il timido coraggio
Del primo mattino.

E che carattere si nasconde
Nel buio d'una crepa,
Lontano dagli sguardi
Che vita rivela.

E invece può,
Lo so che può
Scolorire
Anche il cielo di giugno.

E tu lo sai
Ch'è già perfetto
Non avere mai promesso
E aver corso
Per lo stesso breve tratto
Sorridendo.

Ma dove il bosco fa più paura
E gli alberi più radi
Sarà meno ordinario
L'intrico dei rami.

Affiora lì in punta di foglia
Il cuore di una stella
Che trema all'aria brada
E il mondo risveglia.

E invece può,
Lo so che può
Scolorire
Anche il cielo di giugno.

E tu lo sai
Ch'è già perfetto
Non avere mai promesso
E aver corso
Per lo stesso breve tratto
Sorridendo.

Notturno

Gerardo Attanasio: voce, chitarra elettrica, synth, pianoforte, percussioni addizionali, mandolino, sampling, main & backing vocals; Peppe De Angelis: chitarra elettrica; Daniele Esposito: basso; Marco Sorrentino: batteria; Gerardo Oliva: ghironda; Valentina Bruno: backing vocals.

Notte, notte
Che ti prendi il monte
Copri i boschi e quanto dorme là,
Stirpi d’api,
Raganelle a frotte a gracidar…

Cielo vasto,
Che ti specchi in mare
Culla cupa d’ogni mia mania
T’accompagno ai sabba delle fate,
Anima mia.

Dormi, bella,
In casa di tuo padre:
Sogni in rosa cosa ti accadrà,
Già domani al primo amore sposa,
Quanto durerà?

Tace il mondo,
Tacciono le strade.
Dormon treni nelle ferrovie.
Mordon querce i denti del maestrale:
E' una malìa.

Ti saluto,
S’addormenta il cuore,
Perdo il filo della fantasia:
I tuoi occhi come due comete,
Ormai già via.

Marilù

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, pianoforte, synths, main & backing vocals; Peppe De Angelis: chitarra elettrica; Massimiliano Delli Franci: basso Alessandro De Vitti: batteria; Dario Mennella: vibrafono; Francesco Cascone: chitarra acustica; Valentina Bruno : backing vocals.

Hey, Marilù,
Non sei tu
Che sorridi alle nuvole?
Sciogli un nodo impossibile
Lì dove non ti vuoi.

Stai col tuo cuore nei guai,
Sembra un nido di rondini:
Tornan sempre dai limiti
Intrisi di ciò che sei.

Ti sfiora così
Questa voglia
Di perderti
Si.
Verso che vita,
Che città?
Via di qua…

Poi tutto resta com’è
Tutto torna sempre al suo posto
Ed il tuo qui non era giusto:
Buono a resistere

Sai di fatica infinita,
Di danza cromatica
Chiedi al vento la dedica
Vuoi che ti porti via…

E il vento però
Può spostarti
Ma solo di un po',
Verso che vita,
che città?
…sempre qua.

Serenata per Kenny

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, sampling, main & backing vocals; Peppe De Angelis: chitarra elettrica; Alessandro De Vitti: batteria; Daniele Esposito: basso; Giovanni Dema: chitarra e mandolino.

Lontano l’ontano
Che mi figuro dove prima di dormire
Contempli la mia immagine sfocata
Continua a sussurrarti compromessi
Riguardo la solitudine da scrivere a qualcuno
E come un tuono all’improvviso nei pensieri,
Rispolverando le tue gioie del domani…

Son diventato l’ossessione più piacevole
Ed il rimorso è come un virus
Che s’insinua sui sorrisi
Delle tue fotografie, delle tue malinconie…

Mi pensi vorace
Di un alito di vita per cambiare idea,
Ti senti distante
Da ogni mio eventuale tentativo di baciarti
Ed io…il tuo segreto più importante
A modo mio

Saprei distrarti dalla noia che t’insidia
Un fiore sul guanciale e quanto non hai avuto mai.

I bambini perbene

Gerardo Attanasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, synths, lancio di biglie, sampling, chitarra, main & backing vocals; Peppe De Angelis: chitarra elettrica, lancio di biglie; Fulvio Di Nocera: basso; Alessandro De Vitti: batteria; Massimo De Vita: harmonium; Antonio Ostuni: chitarra elettrica lead.

Chiedi un occhio
Che si sporga di più,
Oltre il velo.
Sopra il ciglio del mondo
E davvero
Ti rilassi guardando lo schermo
O dimentichi il tempo disperso?

Tieni in pugno
Pelle secca di un sogno
Strisciato
Dentro un folto groviglio
Svanito
Per non perderci
Un filo di fiato…

Mira attento,
Spara forte,
Colpisci le ore.
Fa che scorrano
Dietro le spalle,
Non voltare mai il capo
O si perde…

Gioca poco,
Gioca sempre
Con chi ti conviene.
Batti cacce da serpe,
Da iena:
Fà la guardia
Al tuo posto a sedere.

Mangia tanto,
Sazia pure i tuoi figli d’argento.
Il ciarpame in cantina sconfina.
Ti addormenti sconfitta dal tempo.

Champs Élysées

Gerardo Attanasio: voce, chitarra elettrica, pianoforte, synths, chitarra classica, percussioni addizionali, drum machines, archi e fiati sintetizzati, main & backing vocals.

Nuota nel freddo ignaro
Che ti ha travolto
Con le tue mani
Sepolte a lungo
Stai dritta e salda
Sulla tua rotta
Bianca ferita
Che ti ha raccolta

Suona, spina del cuore
E' un'esplosione
Del tuo dolore
Sul vuoto illune
Risuona il vento
Vecchi sorrisi
Dai prati verdi
Dei Campi Elisi...

Nuota dentro il mistero
Che ti ha travolto
Con sangue vero
Scopri il tramonto
E già l'estate
Che tutto acceca
Batte i rintocchi
D'un' ora inquieta.

Umor vitreo

Gerardo Attanasio: chitarra acustica, chitarra elettrica, pianoforte, synths, batteria, percussioni addizionali, sampling, chitarra classica, archi e fiati sintetizzati, drum machines, main & backing vocals; Peppe De Angelis: chitarra elettrica; percussioni addizionali; Alessandro De Vitti: percussioni addizionali; Massimo De Vita: mandolino; Tamburini storici Borgo Ardinghi, Angri (Sa); Audrey Rose Fastuca: voce.

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